Di spettri sotto al letto e stridere di denti

He thrusts his fists against the posts and still insists he sees the ghosts
(William Dembrough Jr, Derry 1957)
Così ricomincia, dunque. Sigla

 

 

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Amabili resti?

Ero di passaggio, mi sono concesso una visitina al cimitero dei ricordi carbonizzati giusto per non dimenticare, non si sa mai.

«E tu cos’eri per lei?»
«Io le ho voluto bene sul serio.»
«Bene sul serio? Semplicemente te ne eri ammalato, ne avevi bisogno, hai fatto di tutto per averla, in modo bestiale ma l’hai fatto. Ma la consideravi una disgrazia, è vero o no che la consideravi una disgrazia?»
«Era, una disgrazia.»
«E questo lo chiami amore?»
(Dino Buzzati, Un amore)

E non lo so, come lo chiamo.

You remind me of something

Volevo un vecchio lavello in pietra grigia, nella nuova casa.
È bellissimo, e la struttura su cui appoggia l’ho costruita io.
La sensazione di appagamento del bricoleur navigato non basta a far svanire la malinconia del fare il nido per uno solo, un’altra volta.
I Silly Wizard fanno risuonare “The twa brithers” nell’aria bollente,
un pomeriggio di merda qui nella marca anconetana.
Poi attaccano “Fhear a batha” e mi perdo in un oceano color cobalto da cui non c’è ritorno, col sorriso di chi sa cosa sta per succedere.
Devo ancora verniciare i quattro pallet per fare il divano, ma non c’ho voglia.

Luce distorta

Odio ripetermi. Odio stare male.

Odio la sensazione di non avere controllo sulla mia vita, perchè da qualche parte giù in fondo sono ancora convinto che basterebbe volerlo.

E allora non ho più niente da dire. O meglio, non credo serva a un cazzo di niente continuare a dire qua e là, a piagnucolare come un bambino a cui hanno rubato la marmellata.

La marmellata è finita, il barattolo è vuoto. Ed è diventato la mia prigione. Una falena sottovetro che risplende di furore.

“I thought I heard a song in your voice but I was wrong,
I thought I heard your song in my head but it was my own.
I once held it in my hand for awhile but, now it’s gone.

I’m your thing in a jar, all illuminated

I have a rage, but it’s not hatred, all illuminated,
Its just all illuminated, all illuminated”.

D.Riggs, “Thing in a Jar”

………..

E ci si mette anche il pc che non mi fa caricare file audio o video, che si fotta pure lui. Io il volume lo lascio al massimo, non si sa mai.

Ci si sente in giro.

23 aprile 2013

Ecco, dovevo metterlo prima o poi.

Martha Marcy May Marlene

Un film terrificante e meraviglioso. E dentro trovi questa canzone qua.

Di una bellezza raggelante. John Hawkes, che la canta nel film, rende moltissimo onore all’originale.

L’ha scritta nel 1965 uno sfigato cantautore americano che non avevo idea di chi fosse fino ad oggi, e me ne vergogno parecchio.

Si chiamava Jackson C. Frank, qualcuno l’ha definito come “il più famoso tra i songwriters che nessuno conosce”.

Sandy Denny dei Fairport Convention, Bert Jansch dei Pentangle e Nick Drake hanno cantato le sue canzoni, ma tu guarda lo sconosciuto.

Lui cantava così.

E mentre ascolto, qualcosa continua a mangiarmi dentro, scava fino a che non resta più niente di me. E poi?

27 novembre – dimenticavo questo:

“She’s just a picture / who lives on my wall / She’s like some picture / that has faded in the sun”

Volevo solo conservare questa immagine

Tutto qua. Dopo avere visto Closer. Il mio commento sul film? “E’sempre tutto una bugia”.

Ho già avuto modo di dire come la penso su Natalie Portman.

Mentre la guardo e la riguardo, sospirando come un deficiente, in cuffia Dax Riggs farnetica urlando di pallide presenze nell’oscurità e di una Venere in blu.

…”è come affogare in un asciutto oceano di polvere d’ossa”.

Acid Bath – Venus Blue

Altri addii

2004 – 2012

E anche questa s’è dovuta ingoiare.

Ma quanti rospi ci possono stare dentro il mio stomaco, mi domando. Di spazio non credo ce ne sia più tanto.

Ci sto provando, eccome. Ma mi sembra tutto una gigantesca presa per il culo.

E come dovrei sentirmi? Un ramo rinsecchito, con solo una sottile linea di linfa rimasta a scorrere dentro, giù in fondo.

Stamattina il sole non serve a niente. Centocelle non è mai stata così brutta come oggi.

Un altro di quei casi molto frequenti in cui la musica parte da sola. Tono molto, molto, molto minore.