Mese: dicembre 2011

Hippy-ahey, Amen.

Fantasmi a stellestrisce, 

malfattori di periferia,

profeti di campagna.

Ora continuate voi. Ma voi chi? Mah, non si sa mai.

Buon viaggio.

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Oh, Petroleum

Qualche volta si riesce ad essere fieri della produzione musicale della terra nostra italica. 

La mia anima venduta al diavolo e alla sua musica rabbrividisce di piacere.

In un’intervista racconta di sè:

“…Alle elementari provai coraggiosamente ad intonare una di quelle canzoni d’amore dei Beatles per la bambina della mia classe che tanto mi stuzzicava. Lei mi ignorò, spezzandomi il cuore.

Oggi sono un solitario, amo scrivere, arrangiare, registrare da solo. Suono solo con chi mi vuole bene.

Quella bambina non l’ho più vista, vorrei ancora cantare per lei.”

Mi basta. Poi c’è la sua musica che parla per lui.

“Here I stand in my winter coat like a column of black smoke

Baby now I’m laughing bitterly at your jokes/still I hear the words escaped ruinously from your throat

I’m a simple man to strangle with a simple knot”

Southern man, spero di riuscire a stringerti la mano prima o poi.

 

Con la pioggia ci ho un poco di blues

Dal manuale del Perfetto Depresso Cronico:

“Ascoltare Tim Buckley mentre canta  ‘sono venuto per mandare via la tristezza’  NON è il rimedio più indicato per mandare via veramente la tristezza”.

Vabbè, fa lo stesso. Mai senza Tim Buckley. Se la tristezza resta, dov’è la novità?

Sono il vento che ti accarezza la pelle.