Mese: gennaio 2012

Equazione su due ruote

Il grado di civiltà di una popolazione è inversamente proporzionale al numero di bottiglie in frantumi sparse in mezzo alla strada.

Riparo, rigonfio, riparto.

Popolo di ubriaconi. Rigetto.

 

 

Annunci

family tree #4 (linee evolutive: il rocchenroll)

Si torna a parlare di rocchenroll, tocca agli anni novanta.

Avevo anticipato qualche mese fa in ‘family tree #3’ – era agosto, come passa il tempo! –  che scandinavi e australiani hanno prodotto il meglio su piazza, roba veramente irresistibile.

C’è un tesoro nascosto,  i Noir Désir. Nella migliore tradizione di RoadtoL, una folgorazione improvvisa.

Li avevo sfiorati un paio di volte negli anni, ma mai ascoltati. Qualche anno fa a Parigi, trovato un loro cd nella casa in cui ero ospite, mi ero detto magari questi li riascolto meglio dopo ma invece più niente.

Ora non riesco a smettere. Immensi.

noir désir 1993

asteroid B612 1996

hellacopters 1997

the yes-men 1999

Il Fattore inaspettato

Se guardassi cose come X-Factor sarei rimasto stupefatto davanti a questo scricciolo di sedicenne che si è presentata alla prima audizione della quinta edizione italiana cantando Whole Lotta Love. Su una base registrata, davanti a centinaia di persone, tremando di emozione e invece poi…. brividi.

Se guardassi X-Factor sarei rimasto a bocca aperta. Avrei pensato una così fuori contesto fuori moda fuori tutto non potrà mai vincere. I ‘ggiovani non ascoltano questa musica, oggi.

E invece pare che abbia vinto lei, continuando a proporre versioni  di pezzi anche non proprio rocchenroll, ma come avrebbe potuto cantarli Janis Joplin se una sera Plant le avesse detto ‘Janis vai tu sul palco che io sono stanco‘, prima che la vecchia Janis cominciasse ad annegarsi nel Southern Comfort.

Magari esagero, Janis non potrà mai avere nessuna che le si avvicini neanche, però se l’avessi sentito quello scricciolo mi sarebbe preso un mezzo sturbo, in quella selva di imitatrici da strapazzo delle Beyoncè e Mariah Carey di turno.

Se guardassi X-Factor. Beh, quella sera l’ho guardato, confesso. E dopo ho cercato di guardarlo ogni volta che cantava lei. Brava Franceschina.

A volte c’è vita, sulla terra. Fino a quando non la butteranno nel Grande Tritacarne Mediatico.

E poi, una scusa come un’altra per mettere su Whole Lotta Love. Non so chi suoni la base ma non è male neanche quella, non mi pare sia l’originale ma forse si, non sono un vero Zep addicted, i Veri Fans mi perdonino l’eventuale blasfemia.

…you don’t need no coolin’/nobody’s gonna send you back to schoolin’… 

Citarsi addosso, e uno specchio

“Tre anni una siepe, tre siepi un cane,

tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo”.

Il primo è sotterrato da tempo, il secondo cavallo si fa vecchio.

Guai a quelli che non perseguono la propria  purezza con ferocia“.

Sono in un mare di guai, allora. Lo specchio riflette un’immagine in cui non vorrei identificarmi. Sono proprio come tutti gli altri, quelli che disprezzo e da cui pretendo di prendere le distanze. Abbasso lo sguardo.

Strano sapersi perduti tutti i giorni e non dirsi mai addio“.

Ci provo, continuo a provarci. Ma fino ad oggi un passo avanti, per due o tre indietro. Granchio fino al midollo, lupo travestito da pecora.

Addio, ancora no.