Dopotutto c’è vita, sul pianeta

Cuore infranto e  rocchenroll, si riparte.

Più o meno era la metà di dicembre, appare un sms del buon vecchio Macchianera che dice “tieniti libero 24 e 25 marzo prossimi, hai da fare con me”. Mi dico che sta mettendo su tipo un rafting alle Marmore o bungee jumping da qualche altra parte o roba simile, vediamo che propone.

Con Macchianera negli ultimi tre anni ci vediamo forse ogni sei mesi, una birra veloce per raccontarci quello che succede nelle nostre vite e poi via. Sono secoli che non facciamo più veramente qualcosa insieme, le strade si sono allontanate parecchio dai tempi dell’università e delle amicizie in comune. Ci sono i figli ora (il suo), lavori che assorbono troppo, una vita (la mia) da ristrutturare che ancora continuo a non capirci niente di come si fa, come al solito.

Ma lui c’è sempre, una di quelle presenze che senti anche a distanza e su cui sai di poter contare. La parola “amico” che trova senso compiuto. Qualche volta succede, meno male. Una consapevolezza che oggi per me ha l’effetto di Cristo che si avvicina al sepolcro di Lazzaro.

Nel mio caso, un Lazzaro rocchettaro pronto alla riscossa. Eh si, dopo tre mesi di attesa e curiosità repressa finalmente ci siamo, e il mistero è svelato: dal cilindro di Macchianera vien fuori un biglietto per il prossimo concerto di Mark Lanegan a Bologna. Stupore e commmozione.

Si va per una zingarata vecchio stile, di quelle che, come cantava Scott Morgan, “gettin’ there is half the fun“. Io aggiungo che anche i ritorni sono sempre da ricordare, e se pure il concerto sarà all’altezza tanto meglio, sennò vabbeneuguale.

Di Lanegan dirò poi, a zingarata conclusa. Quello che so è che se ti canta la lista di nomi dell’elenco del telefono può trasformarla in un romanzo di Cormac Mc Carthy.

Per ora preparo la musica da ascoltare in macchina.

Grazie vecchio, ti voglio bene. L’ho detto e lo ridico, si riparte.

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One thought on “Dopotutto c’è vita, sul pianeta

  1. vita..
    non è abbastanza, ma siamo in cammino, da Scott Morgan a Faber..
    “la vera ragione del viaggio, viaggiare..”

    ogni sei mesi una birra, percorsi diversi, disarmonie condivise
    e ti starò aspettando dove la salita si fa dura..

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