Mese: aprile 2012

Becoming Wendy

L’altro ieri ho scoperto di avere doti paranormali. Premonizione. Non ci ho mai creduto, prima. Ma.

Al risveglio avevo un nome che mi risuonava in testa più del solito, forse eco di qualche incubo notturno che non ricordavo. Vabbé, sai che novità. Ma.

Accesa la tv, quel nome pronunciato TRENTA volte in dieci minuti. Troppo facile, metà delle donne occidentali portano quel nome. L’altra metà si chiamano Giulia o Sofia. Ma.

Andando al lavoro, la moto cambia strada quasi da sola, uscendo dai binari consueti come attirata verso un incontro inevitabile quanto sgradito. Eccheccazzo, non passo MAI da quella parte.

Prima di capire perché cavolo stavo cambiando strada proprio stavolta, ecco l’ex oggetto del mio desiderio, aka la Vedova Bianca, che mi passa accanto sul marciapiede. Vado quasi a sbattere.

Mai potere mistico fu più sprecato di così.

Nei successivi trenta secondi di buio mentale mi sono ritrovato ad avere fatto il giro del palazzo per incrociarla di nuovo. Mi sono fermato. Mi ha visto  e si è fermata di botto. In occasioni simili è sempre stata bravissima a fare finta di niente e passare oltre, la stronza.

Stavolta però i miei trenta secondi di buio non hanno avuto seguito, alla fine sto imparando. Scuoto la testa soffiando fuori l’aria da sotto il casco, con rabbia, e riparto senza guardare. Altro materiale per l’analista da cui non andrò mai.

Il solito cucciolo di T-rex che mi porto dentro ha ricominciato a fare merenda con le mie budella. Ma tanto dopo un paio di giorni smette, che problema c’è.

Dopotutto, devo solo convivere con la consapevolezza di essermi innamorato della versione femminile di Jack Torrance. Solo che Wendy lo aveva sposato prima che uscisse di testa, dopo è fuggita a gambe levate col suo piccolo Danny.

Io il mio Jack l’ho incontrato dopo, ma sono rimasto. E alla fine, il piccolo Danny non ho potuto portarlo con me.

May the Shining help you.

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