Un giorno ancora, poi smetto

Cinquantasette lettere.

“Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia/Quello che non c’è”

Mi ossessionano da tanto di quel tempo che mi vergogno a dirlo. “Solo un altro giorno. Forse domani cambierà”.

Eppure è sempre stato tutto davanti ai miei occhi, fin dal primo momento. Ho scelto di non credere all’evidenza, presuntuoso buon samaritano con la Sindrome del Guaritore, convinto di poter cambiare la testa e il cuore di chi non ha mai avuto testa e cuore, se non per farsi male e fare del male alle persone che ha vicino.

Alla fine ho accettato di dover dire Addio senza riuscire a smettere di amare, continuo ad andare contro ogni razionalità e buon senso. So che è stato un addio a qualcuno che non c’è mai stato veramente, e per questo fa ancora più male. Mi fa male accorgermi di quanto una mezza vita non mi sia servita a niente, ancora oggi. Non ho imparato niente.

O forse si, dopo tutto. In fondo ho capito benissimo. Anche se una parte di me proprio non vuole accettare la lezione. Perchè mi fa troppa paura. Perchè a questo punto della vita vuol dire ammettere la sconfitta,  la resa senza condizioni.

Non è vero che è solo questione di tempo, che prima o poi succede. Puoi passare la vita a cercare, aspettando di incontrare la persona dei tuoi sogni, senza mai trovarla. Non importa se perchè non esiste o perchè le strade non si incrociano, non fa differenza. Prima hai solo ventanni, poi trenta. Poi quaranta. Aiuto.

Anche se col tempo riesci a diventare un uomo migliore, e chissà se ci riesci, può essere tutto inutile. Ti riduci a vedere violato e violentato l’amore che provi – chissà perché, ma lo provi –  dalla stessa donna a cui hai scelto di farne dono con semplicità e passione, credendo in nome di quello che sentivate insieme che potesse essere ricambiato. Insieme, altre sette lettere che pesano come una montagna sulle mie spalle.

Insieme è un’altra cosa, Betty.

Ecco fatto, l’ho scritto. Che fatica terribile, mi costa. Continuo a sentirmi moltissimo a disagio, spero che passi perchè ormai ho deciso. Tiro fuori gli scheletri dall’armadio e li appendo in cortile, in bella mostra. Senza nascondermi dietro frasi criptiche o testi di canzoni presi in prestito. Non c’è più niente di cui avere paura.

Solo oggi mi sembra che RoadtoL. cominci ad avere un senso, per me.

E allora? E allora niente.

Solo un’altra canzone, per coccolarmi. Una sigaretta dopo l’altra, ho ricominciato anche a fumare. Solo un altro giorno, poi smetto di nuovo. Smetto sul serio.

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4 thoughts on “Un giorno ancora, poi smetto

  1. La vita è strana. A volte quello che cerchi con ostinata disperazione ti passa sotto gli occhi per caso, così tanto per caso che neanche te ne accorgi. Magari una sera, uscita dopo una giornata di lavoro per andare ad ascoltare un po’ di vecchio, caro, ruvido, blues, seduta davanti ad una birra. E dopo 12 anni ti ritrovi una sera, dopo la stessa estenuante giornata di lavoro, seduta davanti ad una scodella di passato di verdure con un coniglietto che fa capolino e tuo figlio che ti fissa….ti fermi a riflettere e concludi che tutto questo, però, non è successo per caso..ci hai lavorato su, ogni giorno, montando e smontando……come uno di quei vecchi copriletto della nonna fatti all’uncinetto, elaboratissimi, tutti traforati, con qualche imperfezione qua e la, ma che tengono così tanto caldo e capisci che la felicità, in fondo, è molto più semplice di quello che quella stronza di Cenerentola ci ha sempre voluto far credere.

  2. Dunque è così… come sospettavo. Continuare a credere che prima o poi si incroci la persona giusta è tutta una cacchiata madornale, vero? L’incastro perfetto, mi piaceva chiamarlo… Certe volte sembra che sia la volta buona. Ma i Lieto Fine non appartengono a questo mondo.
    Perdona, L., se mi intrometto in questo spazio così sacro e tuo con considerazioni fuori luogo e fuori strada e fuori tempo e fuori tutto. Ma un po’ mi ci rivedo in queste parole, in questi giorni di fluorescente disincanto. Il punto è che capisco la sensazione.
    E l’ho espressa, as usual, in modo contorto 🙂
    Spero che almeno per te giri bene…

    1. Non hai niente da farti perdonare. Anzi ti sono riconoscente, imbattermi per caso in Visioni Distorte ha illuminato uno o due angoli oscuri da queste parti, rimasti al buio per troppo tempo.
      Hai il dubbio onore di essermi di molta ispirazione, cara…
      A presto, di qua o di là.

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