Notizie dal fronte

Ho la gola secca da morire, peggio che se avessi ingoiato due badilate di polvere. E’ora di un cicchetto pomeridiano. Chivas Regal aged 12, per cambiare. Mi serve per farmi coraggio. La situazione peggiora sempre di più, cazzo.

E intanto mi pugnalo al petto con questa. Non aiuta, ma diochebella. A proposito di polvere, di morte e d’amore.

Per la prima volta gli scheletri che appendo qui fuori in cortile non hanno a che fare con quella disgraziata senza cervello che mi ha spezzato il cuore. Per quello c’è sempre tempo, chissà quanto mi ci vorrà per riparare i danni, se mai ci riuscirò.

Sopravvivenza di base. Lavoro, guadagnarsi da vivere per pagare affitto bollette & affini. Dall’inizio del 2008 ho abbandonato la vita tutto sommato rassicurante dell’impiegato a tempo indeterminato, chimicoqualitativo in una grande azienda farmaceutica, per effetto di una serie di scelte – ad oggi rivelatesi fallimentari – legate alla sfera sentimentale e in parte a questioni di insoddisfazione latente, l’ansia esistenziale di uno che a quarantanni suonati si chiede “ma che ci sto a fare qui in questo mondo del cazzo?”.

Succede. Poteva essere l’inizio di una nuova vita, no?

Il risultato è che da quattro anni sono diventato uno degli innumerevoli lavoratori precari che annaspano per restare a galla, in un mondo del lavoro che di certo non favorisce il reinserimento – nel mio caso il riciclarsi completamente – di un ultraquarantenne che ricomincia tutto da capo. Il contesto specifico non è poi tanto importante, se mai qualcuno volesse farsi un’idea del pantano in cui mi trovo oggi può buttare un occhio al racconto che appare sotto al logo del blog, vagamente autobiografico. Così magari faccio autopromozione delle mie doti letterarie. Pulp di borgata, hee.

Comunque, dicevo che la situazione peggiora sempre di più, cazzo. Con la sospirata (?) Riforma del Lavoro appena diventata operativa le prospettive sono pessime, all’improvviso i famigerati contratti co.co.pro. e simili sono fuorilegge e le aziende devono assumere. Si, ma quanti ne assumeranno di quelli che lavorano oggi? Ancora non si sa molto, ma ad occhio e croce nel mio campo di gioco (altro riferimento velato) non più del 50-60% , se va bene. Gli altri, tagliati.

Per non parlare dei criteri di scelta che troppo spesso vengono adottati dai datori di lavoro nella nostra amata Italietta, quasi sempre nel mio ambiente di oggi: hai le tette sempre bene in vista e le gambine appena aperte, stile Sharonstonebasicaistintiva? You’re in. Giochi a calcetto col capo ogni giovedi sera, e magari lo fai anche vincere? You’re in. Sei uno bravo, che non arriva in ritardo, che maneggia soldi e clienti come pochi, onesto e leale coi colleghi? You’re history, dude. Next!

E io che ho passato gli utimi quattro mesi a risparmiare centesimi per riuscire ad andarmene in montagna a rifiatare dopo tre anni, sto per partire con l’angoscia fuoriscala. Zaino in spalla e Pandora a fianco, sulle Alpi a urlare la mia disperazione. Perdio, si. Per una vita che non si sa dove andrà a finire, dal primo settembre. E se mi segano che faccio?

Intanto mi verso un altro aged 12 con ghiaccio, che s’è fatta l’ora dell’aperitivo. Scherziamoci su, per sdrammatizzare. Metto su un paio di pezzi stoner belli tirati, di quelli che danno la carica.

Io non ho più idee. Non ne ho quasi mai avute, a quanto pare. Visto come sta andando. E non mi sto piangendo addosso, sia chiaro. Non oggi, che nessuno si azzardi. Al terzo Chivas comincio ad essere un pò brillo, questo si. E i Sungrazer in cuffia pestano come dannati, belli loro. “Ogni pensiero vola”. Si, ma dove?

Leggo e sento in giro di gente che si licenzia per fare il giro del mondo in bicicletta. Ma non dicono mai cosa fanno, dopo. Altri che “cambiano vita” investendo i cinquecentomila euro ricavati dalla vendita della seconda casa di famiglia. Bravibravi, proprio un salto nel buio.

A proposito di famiglia, grazie papà. Il mio vecchio si, che ha capito come godersi la vita. Spero si arrostisca lì sulla sua spiaggia dimmerda, a Cuba o dove cazzo si è andato a nascondere per sfuggire ai demoni che tanto prima o poi lo raggiungeranno, chetticredi. E brucerai per la fottuta eternità, stronzo. Anche questa prima o poi la racconto, dai.

Ok, sono ubriaco.

Speriamo di non fare casino coi soldi se devo pagare un cliente, solo altre due ore e stacco. Del lavoro si riparla a settembre, a cose fatte. Io continuo a cercare, prima o poi le cose devono andare meglio. Vero?

Nel frattempo continuo ad urlare, in silenzio. Con questa.

.

26 luglio 2012. Sant’Anna. E allora ditelo, no? Ma vaffanculo, dai.

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Un pensiero su “Notizie dal fronte

  1. Zio che dirti? La guerra continua. A volte vinciamo una battaglia, a volte la vincono loro. Ma noi abbiamo dalla nostra l’arma finale, quella che ci incoronerà vincitori. Quindi tranquillo, anche questa passerà. Per adesso parti, con il tuo zaino e Pandora, riempiti gli occhi delle linee nette dei monti contro quel cielo che, cavolo, solo la montagna è capace di creare. E torna pieno di carica, con la tua tavola d’argento….sei il mio supereroe e non puoi deludermi! Io ci sono sempre, noi ci siamo sempre, scalcagnati, squattrinati, con una scarpa…tu ci metti la ciavatta e, come vedi, i piedi sono a posto e possiamo affrontare di nuovo il nemico. Ti aspetto domani sera sai?! Guarda che zia Fra’ sta già preparando il cous cous!!!

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