Mese: settembre 2012

Caccia grossa

…Vi ammazzo tutte, figlie di puttanaaaaa!!

In un saloon di periferia infestato da zanzare di borgata, cosa resta se non sfidarle a duello.

Scelgo io l’arma. Rocchenroll, ovviamente.

Chissà che effetto gli fa, magari si mettono a zompare a suon di musica e mi lasciano stare.

Lavoro di merda. 

Stronzette succhiasangue, beccatevi questa.

“Mosquito crucifixion” 1977

 

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La Confederazione #5

Finto rock sudista dei giorni nostri, una ballatona acustica suonata da un anglo-svizzero di origine italiana (!) che mi si è infilata in testa a tradimento, e non se ne vuole andare.

E chi vuole mandarla via.

Colpa della mia passione per Sons of Anarchy, che ha una colonna sonora dellamadonna da cinque stagioni.

Non mi diverto

E non va bene.

Ridersi la vita, questo ci vorrebbe. Impresa eroica, oggi.

E che due coglioni, dover sempre fare buon viso a cattivo gioco. Che fatica.

Il tipo che suona la chitarra qui sopra si chiamava Peter Laughner. Quello che faceva gli piaceva parecchio, credo. Aveva un dono raro, tirava fuori l’anima da sei corde e un pick up.

Lui si è forse divertito, a modo suo. S’è fottuto il fegato con ogni schifezza possibile e c’ha lasciato le penne nel ’77, a venticinque anni.

Ha fatto in tempo a lasciare ai posteri pochi frammenti di musica, mai messo piede in uno studio di registrazione.

L’assolo di apertura di questa canzone – ripreso poi al minuto 3:50 – dovrebbe essere insegnato nelle scuole. Sguaiato, ruvido, lacerante, disperato. Il suono dell’amarezza per una vita che non ha niente da dare, dell’ultimo fuck ya sputato in faccia a tutto il mondo.

Da mandare nello spazio per far conoscere il rocchenroll agli alieni.

Uno dei pezzi del cuore infranto di RoadtoL.

Surviving (black) Betty

Whoa, Black Betty (bam-A-lam)

Black Betty had a child (bam-A-lam)

The damn thing gone wild (bam-A-lam)

She said “It weren’t none of mine” (bam-A-lam)

The damn thing gone blind (bam-A-lam)

I said oh Black Betty (bam-A-lam) 

Conoscevo la canzone del vecchio Leadbelly da un bel pò, e il collegamento con Betty-Che-So-Io era stato immediato.
Ma non avevo mai fatto caso al testo, e qui si va nel soprannaturale:
Black Betty aveva un bambino/Lei disse ‘non è cosa che mi riguardi’ (liberamente tradotto, ma siamo lì)
La storia si ripete, si potrebbe dire.
Che tristezza.
La versione dei due sbarbati qua sopra è un bel pugno nello stomaco,  whoa.
 

Oggi avresti compiuto settantatre anni.

Saresti stata una vecchina dalle mani ossute, seduta al piano tentando di ricordare le partiture che una volta suonavi senza esitare. Ad occhi chiusi, come sempre.

Quel pianoforte è tornato da anni nella casa dove avevi imparato a suonarlo quand’eri bambina. Non è la mia casa.

Ma se sono io a chiudere gli occhi ti vedo ancora qui nella mia stanza, e il suono di quella musica mi culla come faceva allora.

Vecchina bianca, ricurva sul tuo pianoforte nero. Continua a suonare, mà.

Volevo essere come Blade Runner

Ho rivisto Blade Runner. Harrison Ford è il mio idolo di sempre.

Capirai, è stato prima Ian Solo in Star Wars, poi Indiana Jones in Raiders of the Lost Ark e infine Deckard il cacciatore di replicanti. Tutti e tre con la stessa faccia da schiaffi dello zio Harry. Decisamente troppo, per l’adolescente brufoloso che ero allora. Impossibile resistere.

Blade Runner è uno dei film di fantascienza più clamorosi che siano mai stati fatti, punto. Potrebbe bastare ma c’e dell’altro, pane per i denti di RoadtoL.

C’è anche il colpo di fulmine, quello che non ti lascia speranza di uscirne neanche se ti ammazzi.

Lei è una replicante, un modello Nexus di una generazione sperimentale che non si spegne dopo pochi anni e vive a lungo, come è più di un umano. Di una bellezza disumana, appunto. E ti pare che lui se la sceglieva taroccata?

Ho sempre voluto essere come Deckard, e certo. Trench spiegazzato e aria da cucciolone sotto la pioggia. Il giustiziere dal cuore tenero.

Anche la mia Rachel era bellissima e con l’aria misteriosa.

A quanto pare però la mia Rachel era programmata per leggere Cosmopolitan, bere quantità smodate di Heineken e poco altro. In queste cose era bravissima.

Negli intervalli tra un’attività e l’altra ci sapeva parecchio fare col sesso, c’è da dire. Indistinguibile da un’umana innamorata. Ma ero innamorato perso, quindi potrei essere poco obiettivo.

Ah, si. Aveva una spiccata propensione all’abbandono di figli piccoli. Ma non si può infierire, dopotutto che ti aspetti da un androide?

Eh già, chi puoi sperare di trovare se la vai a cercare in posti come la Cimitero delle Ambizioni Srl e la Vite Sprecate Inc. ? Del resto, è lì che lavoro anch’io. Il simile va col simile, si dice.

La mia Rachel doveva avere qualche circuito fuori posto, maledetti quelli della Tyrell Corporation. Un fondo di magazzino, sicuramente.

E’ che volevo tanto avere una vita di quelle col lieto fine senza essermela meritata, e ho cercato la scorciatoia. “La prossima donna che incontro dovrà essere per forza quella giusta”, mi sono detto.

“Ma chi, quel Nexus avariato? Si vede subito che ti darà solo guai, lasciala perdere!”. Matta come un cavallo, infatti. Ma ormai era tardi.

Cosa resta? Solo musica, tanto per cambiare. Blade Runner Blues.

Io col trench spiegazzato sto da dio, per la cronaca.