Volevo essere come Blade Runner

Ho rivisto Blade Runner. Harrison Ford è il mio idolo di sempre.

Capirai, è stato prima Ian Solo in Star Wars, poi Indiana Jones in Raiders of the Lost Ark e infine Deckard il cacciatore di replicanti. Tutti e tre con la stessa faccia da schiaffi dello zio Harry. Decisamente troppo, per l’adolescente brufoloso che ero allora. Impossibile resistere.

Blade Runner è uno dei film di fantascienza più clamorosi che siano mai stati fatti, punto. Potrebbe bastare ma c’e dell’altro, pane per i denti di RoadtoL.

C’è anche il colpo di fulmine, quello che non ti lascia speranza di uscirne neanche se ti ammazzi.

Lei è una replicante, un modello Nexus di una generazione sperimentale che non si spegne dopo pochi anni e vive a lungo, come è più di un umano. Di una bellezza disumana, appunto. E ti pare che lui se la sceglieva taroccata?

Ho sempre voluto essere come Deckard, e certo. Trench spiegazzato e aria da cucciolone sotto la pioggia. Il giustiziere dal cuore tenero.

Anche la mia Rachel era bellissima e con l’aria misteriosa.

A quanto pare però la mia Rachel era programmata per leggere Cosmopolitan, bere quantità smodate di Heineken e poco altro. In queste cose era bravissima.

Negli intervalli tra un’attività e l’altra ci sapeva parecchio fare col sesso, c’è da dire. Indistinguibile da un’umana innamorata. Ma ero innamorato perso, quindi potrei essere poco obiettivo.

Ah, si. Aveva una spiccata propensione all’abbandono di figli piccoli. Ma non si può infierire, dopotutto che ti aspetti da un androide?

Eh già, chi puoi sperare di trovare se la vai a cercare in posti come la Cimitero delle Ambizioni Srl e la Vite Sprecate Inc. ? Del resto, è lì che lavoro anch’io. Il simile va col simile, si dice.

La mia Rachel doveva avere qualche circuito fuori posto, maledetti quelli della Tyrell Corporation. Un fondo di magazzino, sicuramente.

E’ che volevo tanto avere una vita di quelle col lieto fine senza essermela meritata, e ho cercato la scorciatoia. “La prossima donna che incontro dovrà essere per forza quella giusta”, mi sono detto.

“Ma chi, quel Nexus avariato? Si vede subito che ti darà solo guai, lasciala perdere!”. Matta come un cavallo, infatti. Ma ormai era tardi.

Cosa resta? Solo musica, tanto per cambiare. Blade Runner Blues.

Io col trench spiegazzato sto da dio, per la cronaca.

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5 pensieri su “Volevo essere come Blade Runner

  1. ma la vita a lieto fine ce la meritiamo tutti e se ci riusciamo con le scorciatoie….perchè no? tanto una volta sotto terra non è che ti danno un premio se ti sei sacrificato….quindi godiamocela

    1. Chiunque tu sia hai ragione, ben vengano le scorciatoie visto che la vita dura quanto uno sbadiglio.
      Il mio problema è che ho voluto per forza prendere una scorciatoia che finiva in un precipizio, e lo vedevo da subito lì in fondo…ma l’ho presa di corsa lo stesso, e sono finito come Wile E. Coyote nei cartoni, schiantato sul fondo.

      1. tesoro sono la zia flavia…..non so perchè sono venuta fuori come anonimo. Che dire di Harry in questo film ….. ha popolato i miei sogni di adolescente…e ogni tanto si riaffaccia ancora adesso……oddio sarò mica anche io un Nexus sperimentale…..mamma mia…vivere in eterno, per carità, che fatica!!!

  2. Tutti siamo stati innamorati persi di Rachel, e Blade Runner è tra i miei 3 o 4 film della vita, So ovviamente a memoria, come altri invasati come noi, la scena madre di Roy che muore.

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