Categoria: movies

Martha Marcy May Marlene

Un film terrificante e meraviglioso. E dentro trovi questa canzone qua.

Di una bellezza raggelante. John Hawkes, che la canta nel film, rende moltissimo onore all’originale.

L’ha scritta nel 1965 uno sfigato cantautore americano che non avevo idea di chi fosse fino ad oggi, e me ne vergogno parecchio.

Si chiamava Jackson C. Frank, qualcuno l’ha definito come “il più famoso tra i songwriters che nessuno conosce”.

Sandy Denny dei Fairport Convention, Bert Jansch dei Pentangle e Nick Drake hanno cantato le sue canzoni, ma tu guarda lo sconosciuto.

Lui cantava così.

E mentre ascolto, qualcosa continua a mangiarmi dentro, scava fino a che non resta più niente di me. E poi?

27 novembre – dimenticavo questo:

“She’s just a picture / who lives on my wall / She’s like some picture / that has faded in the sun”

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Volevo solo conservare questa immagine

Tutto qua. Dopo avere visto Closer. Il mio commento sul film? “E’sempre tutto una bugia”.

Ho già avuto modo di dire come la penso su Natalie Portman.

Mentre la guardo e la riguardo, sospirando come un deficiente, in cuffia Dax Riggs farnetica urlando di pallide presenze nell’oscurità e di una Venere in blu.

…”è come affogare in un asciutto oceano di polvere d’ossa”.

Acid Bath – Venus Blue

Volevo essere come Blade Runner

Ho rivisto Blade Runner. Harrison Ford è il mio idolo di sempre.

Capirai, è stato prima Ian Solo in Star Wars, poi Indiana Jones in Raiders of the Lost Ark e infine Deckard il cacciatore di replicanti. Tutti e tre con la stessa faccia da schiaffi dello zio Harry. Decisamente troppo, per l’adolescente brufoloso che ero allora. Impossibile resistere.

Blade Runner è uno dei film di fantascienza più clamorosi che siano mai stati fatti, punto. Potrebbe bastare ma c’e dell’altro, pane per i denti di RoadtoL.

C’è anche il colpo di fulmine, quello che non ti lascia speranza di uscirne neanche se ti ammazzi.

Lei è una replicante, un modello Nexus di una generazione sperimentale che non si spegne dopo pochi anni e vive a lungo, come è più di un umano. Di una bellezza disumana, appunto. E ti pare che lui se la sceglieva taroccata?

Ho sempre voluto essere come Deckard, e certo. Trench spiegazzato e aria da cucciolone sotto la pioggia. Il giustiziere dal cuore tenero.

Anche la mia Rachel era bellissima e con l’aria misteriosa.

A quanto pare però la mia Rachel era programmata per leggere Cosmopolitan, bere quantità smodate di Heineken e poco altro. In queste cose era bravissima.

Negli intervalli tra un’attività e l’altra ci sapeva parecchio fare col sesso, c’è da dire. Indistinguibile da un’umana innamorata. Ma ero innamorato perso, quindi potrei essere poco obiettivo.

Ah, si. Aveva una spiccata propensione all’abbandono di figli piccoli. Ma non si può infierire, dopotutto che ti aspetti da un androide?

Eh già, chi puoi sperare di trovare se la vai a cercare in posti come la Cimitero delle Ambizioni Srl e la Vite Sprecate Inc. ? Del resto, è lì che lavoro anch’io. Il simile va col simile, si dice.

La mia Rachel doveva avere qualche circuito fuori posto, maledetti quelli della Tyrell Corporation. Un fondo di magazzino, sicuramente.

E’ che volevo tanto avere una vita di quelle col lieto fine senza essermela meritata, e ho cercato la scorciatoia. “La prossima donna che incontro dovrà essere per forza quella giusta”, mi sono detto.

“Ma chi, quel Nexus avariato? Si vede subito che ti darà solo guai, lasciala perdere!”. Matta come un cavallo, infatti. Ma ormai era tardi.

Cosa resta? Solo musica, tanto per cambiare. Blade Runner Blues.

Io col trench spiegazzato sto da dio, per la cronaca.

Aperitivo: System of a (Jack) Downiels

Hee, hee.

Ho un lavoro per altri tre mesi, invece che per altri tre giorni. Grosso margine di guadagno, sto costruendo la mia stabilità economica. Si fottano tutti, ma proprio tutti.

Vai col brindisi, Jack senza ghiaccio che mi prende più in fretta. E Spiders a un volume che stavolta i timpani me li sono giocati sul serio.

Dovrei essere contento?

Mi appare all’improvviso Robert De Niro che mette tre pallottole nella pistola e gira il tamburo, fulminando l’aguzzino vietcong con una delle facce più fantastiche della storia del cinema.

“Sono cazzuto che neanche te lo sogni”, sembra dire. Poi li fulmina tutti sul serio, di proiettili. Per sempre nell’Olimpo dei superuomini, dannazione.

Purtroppo io non sono Robert De Niro, chissà al prossimo turno che mi capita.  …“Bang”?

 

Cthulhu teaser #2 plus the Avengers

Vedi le coincidenze? Uno va al cine vedere The Avengers, e decide di lasciarne traccia sul suo blog ispirato a HP Lovecraft. Et voila, il gioco è fatto. Miracoli del web surfing. Non è proprio lo stesso team del film, mancano i veri pezzi da novanta, ma sono comunque qui a pavoneggiarmi per il geniale quanto inaspettato abbinamento.

Il bello sarebbe trovare l’albo in questione, dopo una vita passata a leggere fumetti Marvel  fino ad oggi non avevo idea che esistesse. E se fosse un fake? A me sembra vero, indagherò.

Courtesy of HPL Historical Society, join the Cult @ www.cthululives.org

PS Il film è una figata. Finalmente!! Dopo anni di delusioni cinematografiche stavolta me la sono proprio goduta, mi sono ritrovato dentro una delle battaglie cosmiche a midtown Manhattan che mi piacevano tanto, e giù botte da orbi!!

Becoming Wendy

L’altro ieri ho scoperto di avere doti paranormali. Premonizione. Non ci ho mai creduto, prima. Ma.

Al risveglio avevo un nome che mi risuonava in testa più del solito, forse eco di qualche incubo notturno che non ricordavo. Vabbé, sai che novità. Ma.

Accesa la tv, quel nome pronunciato TRENTA volte in dieci minuti. Troppo facile, metà delle donne occidentali portano quel nome. L’altra metà si chiamano Giulia o Sofia. Ma.

Andando al lavoro, la moto cambia strada quasi da sola, uscendo dai binari consueti come attirata verso un incontro inevitabile quanto sgradito. Eccheccazzo, non passo MAI da quella parte.

Prima di capire perché cavolo stavo cambiando strada proprio stavolta, ecco l’ex oggetto del mio desiderio, aka la Vedova Bianca, che mi passa accanto sul marciapiede. Vado quasi a sbattere.

Mai potere mistico fu più sprecato di così.

Nei successivi trenta secondi di buio mentale mi sono ritrovato ad avere fatto il giro del palazzo per incrociarla di nuovo. Mi sono fermato. Mi ha visto  e si è fermata di botto. In occasioni simili è sempre stata bravissima a fare finta di niente e passare oltre, la stronza.

Stavolta però i miei trenta secondi di buio non hanno avuto seguito, alla fine sto imparando. Scuoto la testa soffiando fuori l’aria da sotto il casco, con rabbia, e riparto senza guardare. Altro materiale per l’analista da cui non andrò mai.

Il solito cucciolo di T-rex che mi porto dentro ha ricominciato a fare merenda con le mie budella. Ma tanto dopo un paio di giorni smette, che problema c’è.

Dopotutto, devo solo convivere con la consapevolezza di essermi innamorato della versione femminile di Jack Torrance. Solo che Wendy lo aveva sposato prima che uscisse di testa, dopo è fuggita a gambe levate col suo piccolo Danny.

Io il mio Jack l’ho incontrato dopo, ma sono rimasto. E alla fine, il piccolo Danny non ho potuto portarlo con me.

May the Shining help you.

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