Categoria: music

Martha Marcy May Marlene

Un film terrificante e meraviglioso. E dentro trovi questa canzone qua.

Di una bellezza raggelante. John Hawkes, che la canta nel film, rende moltissimo onore all’originale.

L’ha scritta nel 1965 uno sfigato cantautore americano che non avevo idea di chi fosse fino ad oggi, e me ne vergogno parecchio.

Si chiamava Jackson C. Frank, qualcuno l’ha definito come “il più famoso tra i songwriters che nessuno conosce”.

Sandy Denny dei Fairport Convention, Bert Jansch dei Pentangle e Nick Drake hanno cantato le sue canzoni, ma tu guarda lo sconosciuto.

Lui cantava così.

E mentre ascolto, qualcosa continua a mangiarmi dentro, scava fino a che non resta più niente di me. E poi?

27 novembre – dimenticavo questo:

“She’s just a picture / who lives on my wall / She’s like some picture / that has faded in the sun”

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Erezioni

NON ho deciso di darmi al porno. Le erezioni in questione non sono le mie, di quelle ho pudore a parlare perchè sono un ragazzo a modino.

Ero uno dei circa quarantanta presenti al concerto di mercoledi sera degli australiani Hard-Ons (“Le erezioni”, appunto), all’ Init Club. Quaranta nostalgici per celebrare venticinque anni di cazzeggio dei nostri eroi all’insegna del pop-metalcore più divertente di sempre.

Loro da veri professionisti non si sono scomposti punto a causa del locale tristemente deserto, e ci hanno dispensato sorrisi, autografi e facce buffe prima e dopo lo show, oltre ai canonici sessanta minuti di caos sonoro.

Dice il buon Blackie qui sotto: “Sono qui per fare rock. Mica per lavorare. E checcazzo, mi tocca già lavorare quando sono a casa”. Per intenditori.

Chicca imperdibile, gli AcDc suonati dai nostri Cazzoni preferiti

Le mie due preferite di sempre, di quando ero ‘ggiovane

Due titoli mai così attuali come oggi, per RoadtoL: “Sei fasulla” e “Chi pensi di prendere per il culo“. Me, ovviamente. Ahahahah

Com’è che scriveva?  “…sei l’unico che mi ha fatto sentire donna, i tuoi abbracci mi hanno fatto sentire al sicuro, le tue carezze mi hanno fatto fremere di desiderio.”

Potere di un’erezione o due. Al giorno, dopo i pasti o alla mattina presto. Ops, avevo detto che delle mie non parlavo. Chiedo perdono.

La Confederazione #5

Finto rock sudista dei giorni nostri, una ballatona acustica suonata da un anglo-svizzero di origine italiana (!) che mi si è infilata in testa a tradimento, e non se ne vuole andare.

E chi vuole mandarla via.

Colpa della mia passione per Sons of Anarchy, che ha una colonna sonora dellamadonna da cinque stagioni.

Non mi diverto

E non va bene.

Ridersi la vita, questo ci vorrebbe. Impresa eroica, oggi.

E che due coglioni, dover sempre fare buon viso a cattivo gioco. Che fatica.

Il tipo che suona la chitarra qui sopra si chiamava Peter Laughner. Quello che faceva gli piaceva parecchio, credo. Aveva un dono raro, tirava fuori l’anima da sei corde e un pick up.

Lui si è forse divertito, a modo suo. S’è fottuto il fegato con ogni schifezza possibile e c’ha lasciato le penne nel ’77, a venticinque anni.

Ha fatto in tempo a lasciare ai posteri pochi frammenti di musica, mai messo piede in uno studio di registrazione.

L’assolo di apertura di questa canzone – ripreso poi al minuto 3:50 – dovrebbe essere insegnato nelle scuole. Sguaiato, ruvido, lacerante, disperato. Il suono dell’amarezza per una vita che non ha niente da dare, dell’ultimo fuck ya sputato in faccia a tutto il mondo.

Da mandare nello spazio per far conoscere il rocchenroll agli alieni.

Uno dei pezzi del cuore infranto di RoadtoL.

Surviving (black) Betty

Whoa, Black Betty (bam-A-lam)

Black Betty had a child (bam-A-lam)

The damn thing gone wild (bam-A-lam)

She said “It weren’t none of mine” (bam-A-lam)

The damn thing gone blind (bam-A-lam)

I said oh Black Betty (bam-A-lam) 

Conoscevo la canzone del vecchio Leadbelly da un bel pò, e il collegamento con Betty-Che-So-Io era stato immediato.
Ma non avevo mai fatto caso al testo, e qui si va nel soprannaturale:
Black Betty aveva un bambino/Lei disse ‘non è cosa che mi riguardi’ (liberamente tradotto, ma siamo lì)
La storia si ripete, si potrebbe dire.
Che tristezza.
La versione dei due sbarbati qua sopra è un bel pugno nello stomaco,  whoa.
 

Aperitivo: System of a (Jack) Downiels

Hee, hee.

Ho un lavoro per altri tre mesi, invece che per altri tre giorni. Grosso margine di guadagno, sto costruendo la mia stabilità economica. Si fottano tutti, ma proprio tutti.

Vai col brindisi, Jack senza ghiaccio che mi prende più in fretta. E Spiders a un volume che stavolta i timpani me li sono giocati sul serio.

Dovrei essere contento?

Mi appare all’improvviso Robert De Niro che mette tre pallottole nella pistola e gira il tamburo, fulminando l’aguzzino vietcong con una delle facce più fantastiche della storia del cinema.

“Sono cazzuto che neanche te lo sogni”, sembra dire. Poi li fulmina tutti sul serio, di proiettili. Per sempre nell’Olimpo dei superuomini, dannazione.

Purtroppo io non sono Robert De Niro, chissà al prossimo turno che mi capita.  …“Bang”?